Il progetto Venus De Milo è un lavoro artistico che sfrutta il linguaggio della grafica e dell’illustrazione per veicolare un messaggio. Al giorno d’oggi siamo costantemente sottoposti a stimoli visivi che promuovono un ideale estetico non sempre condiviso da tutti. L’obiettivo principale di questo progetto è fare in modo che ognuno, a seconda dell’immagine scelta, possa promuovere il proprio ideale; così facendo ogni individuo potrà portare avanti la propria visione ed avere un ruolo attivo e al tempo stesso comunicare liberamente il proprio pensiero. Le opere del progetto sono state esposte per alcuni mesi presso riTUale, Stanza di Moda e Arte, in via Barbarigo 23, Padova.

Filippo Collura
Interior and Communication Designer

Ogni individuo può e deve portare avanti la propria visione, avere un ruolo attivo e al tempo stesso comunicare liberamente il proprio pensiero.

Filippo Collura

Cos’è in realtà la bellezza? Poniamo questa domanda ad una bambina di 5 anni ed avremo come risposta : ”la bellezza per me è la mia mamma!”. Purtroppo, però, questo non sarà sicuramente il pensiero di un qualsiasi adolescente che si trova a vivere in una società contaminata da personaggi che cercano di imporci una bellezza universale che non esiste! Tutto ciò che è considerato bello in Europa non è necessariamente ciò che piace, ad esempio in Asia o in qualsiasi altra parte del pianeta. Fortunatamente anche il mondo della moda si sta pian piano rendendo conto che la diversità colpisce molto di più dell’uniformità: stilisti, fotografi e artisti di ogni campo, prendono sempre più spesso in considerazione la donna con dei difetti, o meglio dei “particolari”. Si sta abbandonando la teoria della modella “perfetta” per dare spazio a qualcosa di nuovo, a qualcosa di diverso.

In definitiva si può dire che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”, perciò può essere ovunque, tutti possiamo individuarla, e nessuno può contestarla perché rimane eternamente soggettiva. Purtroppo, nonostante gli evidenti segni di cambiamento nella nostra società, si sente ancora la necessità di dover cambiare per poter piacere ed essere accettati. C’è chi sente troppo grasso o troppo magro, chi troppo alto o troppo basso e così via fino ad arrivare a trovarsi di fronte ad una massa tutta uguale che farebbe di tutto pur di omologarsi. Questo è uno degli atteggiamenti più sbagliati che si possano assumere.

Se noi in prima persona, nel nostro piccolo, non siamo capaci di farci valere e rendere la nostra diversità un fonte di onore e non di sofferenza, come pretendiamo che la società cambi?